Centocinquanta la gallina canta
Delitto a villa Roung
In una
villa londinese si indaga su di un misterioso, quanto strano
assassinio. Un’indovinata parodia del genere poliziesco, che getta nel grottesco l’intero impianto narrativo del “giallo”, pur utilizzandone gli elementi canonici: l’assassinio, l’arrivo dell’ispettore, gli interrogatori e il finale a sorpresa, cui l’investigatore giunge secondo un suo particolarissimo metodo: «V’hanno poliziotti che deducono. Altri procedono per intuizione. Io mi butto a indovinare».
Achille Campanile, uno dei maggiori umoristi del Novecento, nasce a Roma il 28 settembre 1899. Giornalista, umorista, critico, sceneggiatore, scrittore paradossale, autore teatrale, cominciò a scrivere giovanissimo per i giornali. Il gusto per i giochi di parole ed il clima surreale caratterizzano le opere teatrali "Tragedie in due battute" e "L'amore fa fare questo e altro" che, rappresentate nel 1930, furono accolte con lodi appassionate e critiche feroci. Achille Campanile scrisse anche romanzi e numerosi racconti - "Ma che cosa è quest'amore"(1927), "Se la luna mi porta fortuna" (1928), "Chiarastella", Agosto, moglie mia non ti conosco” (1930), "Cantilena all’angolo della strada" vincitore del Premio Viareggio del 1933, "La moglie ingenua e il marito malato", "Il diario di Gino Cornabò" (1942), "Celestino e la famiglia Gentilissimi" (1942), "Il povero Piero" (1959), "Manuale di conversazione" che vinse un altro Premio Viareggio nel 1973, "Gli asparagi e l'immortalità dell'anima" (1974), "Vite degli uomini illustri" (1975), "L'eroe" (1976)- Le opere di Achille Campanile portarono, con il loro humour colto, dissacrante e un po' surreale, il sorriso a un raffinato pubblico, non solo teatrale, in uno dei periodi più difficili del nostro Paese: fra le due guerre e negli anni dopo la seconda Guerra Mondiale.
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