COMPAGNIA MARC'AURELIO
 

THEATER AUF ITALIENISCH

IL FU MATTIA PASCAL
UNSER HEILAND VOM SCHIFF

Suicidio collettivo
Visita di condoglianze
DELITTO A VILLA ROUNG
150 LA GALLINA CANTA

MISERIA E NOBILTA'
LA FAVOLA DEL FIGLIO CAMBIATO
L’ALTRO FIGLIO

AFFRESCO GOLDONIANO
UNA NESSUNA CENTOMILA
madri, mogli, amanti, attrici: le donne nell´opera di Luigi Pirandello

LE AVVENTURE DELLA VILLEGGIATURA
IL BAR SOTTO IL MARE
 

ANDERE TERMINE
EUROPA AUF DER BUEHNE
 

CENTOCINQUANTA LA GALLINA CANTA
DELITTO A VILLA ROUNG
di Achille Campanile

regia di Monica Giovinazzi

 

Pierfrancesco De Cerchio, Francesca Fraula, Vincenzo Gennarini, Alessandra Latini, Silvia Sponza, Andrea Tramontano

 Centocinquanta la gallina canta


La scena si svolge nella casa di Tito e sua moglie Cecilia, una coppia benestante ma con un rapporto alquanto conflittuale. Sul punto di uscire per recarsi ad una festa in casa di una nobile famiglia del vicinato, la moglie sente il marito canticchiare "cinquecento, la gallina canta..." e ciò è sufficiente a scatenare l'ennesimo litigio: lei sostiene che si debba dire centosessanta, non foss'altro che per mantenere la rima. Ma il marito, infischiandosene della rima ("Grazie al cielo, non sono un poeta. E se anche lo fossi farei versi sciolti per non darti soddisfazione"), non intende cedere minimamente. Sentito invano un terzo parere (il maggiordomo, che propende per centosettanta), la faccenda finisce addirittura nelle mani dei rispettivi avvocati, ma anche fra di loro ogni tentativo di mediazione risulta impossibile. Nella discussione, sempre più accesa e caotica, viene coinvolto anche il cuoco francese (cent quatre-vingts dix, centonovanta) e perfino gli stessi vicini di casa, il conte e la contessa: lui propende per centottanta, mentre lei, anche per via di un curioso accento che le fa pronunciare la e al posto della a, sostiene convinta che "è tanto chiero, centotrenta", sempre per questioni di rima...Per dirimere la contesa sarà necessario l'intervento dell'ospite d'onore della festa, il celeberrimo tenore Palewski …..

 

Delitto a villa Roung

In una villa londinese si indaga su di un misterioso, quanto strano assassinio.
 “L’assurdo” interrogatorio condotto dal commissario Brown e dall’assistente Mortimer porterà ad un improbabile epilogo. Tutti colpevoli?...... Nessun colpevole?... O………….

Un’indovinata parodia del genere poliziesco, che getta nel grottesco l’intero impianto narrativo del “giallo”, pur utilizzandone gli elementi canonici: l’assassinio, l’arrivo dell’ispettore, gli interrogatori e il finale a sorpresa, cui l’investigatore giunge secondo un suo particolarissimo metodo: «V’hanno poliziotti che deducono. Altri procedono per intuizione. Io mi butto a indovinare».

 

Achille Campanile,  uno dei maggiori umoristi del Novecento, nasce a Roma il 28 settembre 1899. Giornalista, umorista, critico, sceneggiatore, scrittore paradossale, autore teatrale, cominciò a scrivere giovanissimo per i giornali. Il gusto per i giochi di parole ed il clima surreale caratterizzano le opere teatrali  "Tragedie in due battute" e "L'amore fa fare questo e altro" che, rappresentate nel 1930, furono accolte con lodi appassionate e critiche feroci. Achille Campanile scrisse anche romanzi  e numerosi racconti

- "Ma che cosa è quest'amore"(1927), "Se la luna mi porta fortuna" (1928), "Chiarastella", Agosto, moglie mia non ti conosco” (1930), "Cantilena all’angolo della strada" vincitore del Premio Viareggio  del 1933, "La moglie ingenua e il marito malato", "Il diario di Gino Cornabò" (1942), "Celestino e la famiglia Gentilissimi" (1942), "Il povero Piero" (1959), "Manuale di conversazione" che vinse un altro Premio Viareggio nel 1973, "Gli asparagi e l'immortalità dell'anima" (1974), "Vite degli uomini illustri" (1975), "L'eroe" (1976)-

Le opere di Achille Campanile portarono, con il loro humour colto, dissacrante e un po' surreale, il sorriso a un raffinato pubblico, non solo teatrale, in uno dei periodi più difficili del nostro Paese: fra le due guerre e negli anni dopo la seconda Guerra Mondiale.

 

 

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