COMPAGNIA MARC'AURELIO  
 

THEATER AUF ITALIENISCH
IL FU MATTIA PASCAL
LA SAGRA DEL SIGNORE DELLA NAVE
Suicidio collettivo
Visita di condoglianze
DELITTO A VILLA ROUNG
150 LA GALLINA CANTA

MISERIA E NOBILTA'
LA FAVOLA DEL FIGLIO CAMBIATO
L’ALTRO FIGLIO
LE AVVENTURE DELLA VILLEGGIATURA

LA BOUTIQUE DEL MISTERO
IL MERITO DELLE DONNE
AFFRESCO GOLDONIANO

IL BAR SOTTO IL MARE
”la scemenza la vogliamo facoltativa, non obbligatoria!”
 

UNA NESSUNA CENTOMILA
madri, mogli, amanti, attrici: le donne nell´opera di Luigi Pirandello

Regia di Monca Giovinazzi

14. / 15. April 2012 um 20 Uhr

Con     Katia Arrighi,  Francresca Fraula, Silvia Sponza, Liviana Valese
 

in der Neustiftgasse 31 Wien
(Ecke St. Ulrichsplatz)

Madre: guarda che forti non significa dover vivere sempre così (stringe la mano sinistra). Significa saper vivere anche così (allenta la presa della mano)
dal dialogo con la madre di L. Pirandello

La figliastra, Donna Matilde, Mommina, Ersilia, L´ignota e le altre, si aggirano ora diafane ora granitiche, tenaci e fragili, severe e orgogliose tra le pagine del grande drammaturgo che le rende protagoniste instancabili di sentimenti estremi e profondi, di indagini chirurgiche e ciniche. Non un unico testo, dunque, ma “centomila” frammenti di donna in un gioco di teatro nel teatro.

vedi le foto dello spettacolo scattate da Andreas Wedenig (facebook)

 

 

Mutter: Denk nach, stark bedeutet nicht,

immer so zu leben (drückt die linke Hand).

Es beduetet auch so leben zu können

(lässt den den Druck bei der Hand nach)

Aus dem Dialog mit Pirandellos Mutter

 

Die Stieftochter, Donna Matilde, Mommina, Ersilia, Die Unbekannte und andere Frauen erscheinen auf den Seiten des großen Bühnendichters mal blaß, mal versteinert, dann  willensstark und zerbrechlich, streng und stolz. Er macht sie zu unermüdlichen Darstellerinnen intimer und extremer Gefühle, beinaher chirugischer, zynischer Untersuchungen. Nicht ein einziger Text, sondern “hundertausend” Frauenfragmente, in einem Spiel des Theaters im Theater.

 

Brani tratti da / Dargestellte Textauszüge:

Uno, nessuno centomila

Enrico IV – Donna Matilde

Sei personaggi in cerca d´autore – La figliastra

La vita che ti diedi – Donna Anna

Come tu mi vuoi – L´ignota

Vestire gl´ignudi – Ersilia e Onoria
Stasera si recita a soggetto –
L´attrice protagonista e Mommina

 

 

 

 

“Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco, denominato, in forma dialettale, Càvusu”

 




Luigi  Pirandello
(Caos - Agrigento 1867- Roma 1936) Pirandello viene a contatto durante l’infanzia con il sostrato magico e animistico del contado girgentano, in cui si mescolano riti e miti di origine araba e greca, che gli forniranno più di una ispirazione letteraria. Inizia gli studi universitari a Roma, dove osserva una società corrotta e stanca, popolata dalla piccola burocrazia impiegatizia che sarà protagonista di tante novelle di ambientazione cittadina. Prosegue gli studi a Bonn, dove si laurea nel 1891. Si stabilisce a Roma, compone le prime novelle e il primo romanzo. Qui vive con la moglie Antonietta, sposata nel 1894 e con i figli che gli nasceranno Stefano, Lietta Fausto. In questi anni Pirandello lavora alacremente al suo secondo romanzo, collabora con riviste e giornali, compone novelle e i primi atti unici per il teatro, insegna Linguistica alla facoltà di Magistero. Nel 1904 pubblica il romanzo Il Fu Mattia Pascal ed è subito successo internazionale; lavora alacremente agli altri romanzi e ai saggi tra i quali L’umorismo (1908), vero manifesto di poetica. Dal 1910 intensifica l’attività teatrale. Riceve con le prime commedie un buon successo, continua la produzione di novelle e romanzi. Dal 1916 comincia la luminosa stagione del teatro grottesco, con importanti riconoscimenti di critica e pubblico. Nel 1921 ha inizio la fase più importante del suo teatro con la messa in scena di Sei personaggi in cerca d’autore e a seguire Ciascuno a suo modo, Enrico IV, Questa sera si recita a soggetto. Pirandello trascina il teatro italiano, col suo repertorio romantico-naturalistico e borghese, fuori del provincialismo ottocentesco e lo apre alle nuove esperienze drammaturgiche e registiche europee. Il successo dell’autore siciliano diviene planetario. Nel 1924 Pirandello assume la direzione artistica del Teatro d’Arte, la cui compagnia in tre anni allestirà in Europa oltre 50 spettacoli, riflette sul ruolo degli attori, del testo, del regista alla luce delle più innovative esperienze europee da Antoine a Pitoeff a Stanislavskij; con Pirandello si assiste anche in Italia al passaggio dal capocomico al regista. Nel 1925, dopo quindici anni di gestazione, pubblica il romanzo-testamento Uno, nessuno centomila. Nel 1934 gli viene assegnato il premio Nobel per la Letteratura. Mentre la sua fama mondiale tocca il culmine, in Italia la notizia viene accolta con malcelato fastidio e qualche gelosia.



 


 

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