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Madre:
guarda che
forti non significa dover vivere sempre così (stringe la mano
sinistra). Significa saper vivere anche così (allenta la presa della
mano)
dal dialogo con la madre di L. Pirandello
La figliastra, Donna
Matilde, Mommina, Ersilia, L´ignota e le altre, si aggirano ora
diafane ora granitiche, tenaci e fragili, severe e orgogliose tra le
pagine del grande drammaturgo che le rende protagoniste instancabili
di sentimenti estremi e profondi, di indagini chirurgiche e ciniche.
Non un unico testo, dunque, ma “centomila” frammenti di donna
in un gioco di teatro nel teatro.
vedi le
foto dello spettacolo scattate da Andreas Wedenig (facebook)

Mutter: Denk nach, stark bedeutet nicht,
immer so zu leben (drückt die linke Hand).
Es beduetet auch so leben zu können
(lässt den den Druck bei der Hand nach)
Aus dem Dialog mit
Pirandellos Mutter
Die Stieftochter, Donna Matilde, Mommina, Ersilia, Die Unbekannte
und andere Frauen erscheinen auf den Seiten des großen
Bühnendichters mal blaß, mal versteinert, dann willensstark und
zerbrechlich, streng und stolz. Er macht sie zu unermüdlichen
Darstellerinnen intimer und extremer Gefühle, beinaher chirugischer,
zynischer Untersuchungen. Nicht ein einziger Text, sondern
“hundertausend” Frauenfragmente, in einem Spiel des Theaters im
Theater.
Brani tratti da / Dargestellte Textauszüge:
Uno, nessuno
centomila
Enrico IV –
Donna Matilde
Sei personaggi
in cerca d´autore – La figliastra
La vita che ti
diedi – Donna Anna
Come tu mi vuoi
– L´ignota
Vestire gl´ignudi
– Ersilia e Onoria
Stasera si recita a soggetto – L´attrice
protagonista e Mommina
“Io dunque son figlio del
Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in
una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco,
denominato, in forma dialettale, Càvusu”
Luigi Pirandello
(Caos - Agrigento 1867- Roma 1936) Pirandello viene a contatto
durante l’infanzia con il sostrato magico e animistico del contado
girgentano, in cui si mescolano riti e miti di origine araba e
greca, che gli forniranno più di una ispirazione letteraria. Inizia
gli studi universitari a Roma, dove osserva una società corrotta e
stanca, popolata dalla piccola burocrazia impiegatizia che sarà
protagonista di tante novelle di ambientazione cittadina. Prosegue
gli studi a Bonn, dove si laurea nel 1891. Si stabilisce a Roma,
compone le prime novelle e il primo romanzo. Qui vive con la moglie
Antonietta, sposata nel 1894 e con i figli che gli nasceranno
Stefano, Lietta Fausto. In questi anni Pirandello lavora alacremente
al suo secondo romanzo, collabora con riviste e giornali, compone
novelle e i primi atti unici per il teatro, insegna Linguistica alla
facoltà di Magistero. Nel 1904 pubblica il romanzo Il Fu Mattia
Pascal ed è subito successo internazionale; lavora alacremente
agli altri romanzi e ai saggi tra i quali L’umorismo (1908), vero
manifesto di poetica. Dal 1910 intensifica l’attività teatrale.
Riceve con le prime commedie un buon successo, continua la
produzione di novelle e romanzi. Dal 1916 comincia la luminosa
stagione del teatro grottesco, con importanti riconoscimenti di
critica e pubblico. Nel 1921 ha inizio la fase più importante del
suo teatro con la messa in scena di Sei personaggi in cerca d’autore
e a seguire Ciascuno a suo modo, Enrico IV, Questa sera si recita a
soggetto. Pirandello trascina il teatro italiano, col suo repertorio
romantico-naturalistico e borghese, fuori del provincialismo
ottocentesco e lo apre alle nuove esperienze drammaturgiche e
registiche europee. Il successo dell’autore siciliano diviene
planetario. Nel 1924 Pirandello assume la direzione artistica del
Teatro d’Arte, la cui compagnia in tre anni allestirà in Europa
oltre 50 spettacoli, riflette sul ruolo degli attori, del testo, del
regista alla luce delle più innovative esperienze europee da Antoine
a Pitoeff a Stanislavskij; con Pirandello si assiste anche in Italia
al passaggio dal capocomico al regista. Nel 1925, dopo quindici anni
di gestazione, pubblica il romanzo-testamento Uno, nessuno
centomila. Nel 1934 gli viene assegnato il premio Nobel per la
Letteratura. Mentre la sua fama mondiale tocca il culmine, in Italia
la notizia viene accolta con malcelato fastidio e qualche gelosia.
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