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Kulturzentrum RoteHaare
(Wien)
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PROJEKT AUSTRIA ROTEHAARE WIEN RAABE ROMA
9.
November 2009 |
11.
und 12. dEcember
20uhr
Die Notwendigkeit, mit
einem "Du" zu sprechen, hat Celan dazu geführt, höchste Poesie
zu übersetzen. So kommt es zur Begegnung mit Ungaretti und so
versteht man sein besonderes Verständnis für den Rythmus und die
Auswahl der Wörter. Etwas anderes verbindet aber die Dichter:
die nicht ausgesprochene
Tragödie, die Trockenheit der Sprache, die Vision.
Gedichte von Giuseppe Ungaretti Gedichte von Paul Celan Ungaretti, wie Celan ihn las Dann die Begegnung mit einer bestimmten, sorgfältig gewählten Musik, und zwar Ligeti und Hindemith, aber auch Bachs Gelassenheit und Stravinskijs Transparenz. Programm: G. Ligeti Dialogue I. Stravinskij E'legie J.S. Bach Drei Sarabanden P. Hindemith Op. 25 Neustiftgasse 31 (St. Ulrichsplatz) 1070 Wien Tel.:06644888014 E-mail:info@rotehaare.at Anschliessend laden wir Sie gerne zu einem Glas Wein ein
mehr Infos und Karten
06644888014
Um Reservierung
wird gebeten
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Giugno Quando mi morirà questa notte e come un altro potrò guardarla e mi addormenterò al fruscio delle onde che finiscono di avvoltolarsi alla cinta di gaggie della mia casa Quando mi risveglierò nel tuo corpo che si modula come la voce dell’usignolo Si estenua come il colore rilucente del grano maturo Nella trasparenza dell’acqua l’oro velino della tua pelle si brinerà di moro Librata dalle lastre squillanti dell’aria sarai come una pantera Ai tagli mobili dell’ombra ti sfoglierai Ruggendo muta in quella polvere mi soffocherai Poi socchiuderai le palpebre Vedremo il nostro amore reclinarsi come sera Poi vedrò rasserenato nell’orizzonte di bitume delle tue iridi morirmi le pupille Ora il sereno è chiuso come a quest’ora nel mio paese d’Affrica i gelsumini Ho perso il sonno Oscillo al canto d’una strada come una lucciola Mi morirà questa notte? San Martino del Carso Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto Ma nel cuore nessuna croce manca È il mio cuore il paese più straziato Vanità D’improvviso è alto sulle macerie il limpido stupore dell’immensità E l’uomo curvato sull’acqua sorpresa dal sole si rinviene un’ombra Cullata e piano franta Girovago In nessuna parte di terra mi posso accasare A ogni nuovo clima che incontro mi trovo languente che una volta già gli ero stato assuefatto E me ne stacco sempre straniero Nascendo tornato da epoche troppo vissute Godere un solo minuto di vita iniziale Cerco un paese Innocente Ritorno Trinano le cose un’estesa monotonia di assenze Ora è un pallido involucro L’azzurro scuro delle profondità si è franto Ora è un arido manto
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Sereno Dopo tanta nebbia a una a una si svelano le stelle Respiro il fresco che mi lascia il colore del cielo Mi riconosco immagine passeggera Presa in un giro immortale
Traduzione di Paul Celan
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