I think that the root of the wind is water

corda seta e cotoni multicolore su erno inclinato e cerchione 

I think that the root of the wind is water

 

silk, rope and multicolored cottons on an inclined pin and bicycle rim

The perfect rim of a 71 cm diameter bicycle hinged sideways on a 50 cm iron bracket (total height is approx. 80 cm). From here a cascade of hemp ropes of different thickness. It embraces a circular space of approx. two meters in diameter but can be arranged in a different way by modifying the space invasion. Rope roots expand from the metal core, intertwining and knotting. The knots are crossings of energy and undergo chromatic alterations. In this way the rope is colored and becomes thicker, as happens in nature, with different symbiosis between the roots of a plant and other organisms. The roots are here understood and represented as a dynamic force in expansion, in constant and continuous evolution. They are knotted on themselves to stop moments and memories, then they meet other roots: they are tied to them or they go beyond, they create big knots of meaning emphasized by colors and threads of silk and linen and sometimes very thin cottons. Which by mixing protect the knot and make it beautiful. But the root continues and divides again to take other paths to renew the encounters. They feed and generate new growth, but only thanks to an incessant and fervent work of diversification, synthesis, additions and fertile crossings. Not therefore a static point of origin, but a movement towards new spaces. The work therefore starts from a perfect, metallic and regular center, and expands, invading the space, by ramifications, intertwining. The work is dedicated to Emily Dickinson


Il cerchione perfetto di una bicicletta diametro 71 cm imperniato sghembo su una staffa di ferro di 50 cm (l’altezza totale è di ca. 80 cm). Da qui una cascata di corde di canapa di diverso spessore. Abbraccia uno spazio circolare di ca. due metri di diametro ma può essere sistemata in maniera diversa modificando l’invasione spaziale.  Le radici di corda si espandono dal centro metallico, intrecciandosi e annodandosi. I nodi sono incroci di energia e subiscono alterazioni cromatiche. In questo modo la corda si colora e diventa più spessa, come accade in natura, con diverse simbiosi tra le radici di una pianta e altri organismi.

Le radici sono qui intese e rappresentate come una forza dinamica in espansione, in costante e continua evoluzione. Si annodano su loro stesse per fermare momenti e memorie, poi incontrano altre radici: si annodano a loro o passano oltre, creano grossi nodi di senso enfatizzati da colori e fili di seta e lino e cotoni sottilissimi a volte. Che mischiandosi proteggono il nodo e lo rendono bello. Ma la radice continua e torna a dividersi a percorrere altre strade a rinnovare gli incontri.

Esse danno alimento e generano nuova crescita, ma solo grazie ad un incessante e fervente lavorio di diversificazione, sintesi, di aggiunte e di incroci fertili. Non quindi statico punto di origine, ma movimento verso nuovi spazi. 

L’opera parte quindi da un centro perfetto, metallico e regolare, e si espande, invadendo lo spazio, per ramificazioni, intrecciamenti.

 

L’opera è dedicata a Emily Dickinson.